Ritroviamo le nostre tracce anche a Cuba, non solo Cristoforo Colombo Vi è stato ma anche altri Italiani umili lavoratori, studiosi, artisti …a cura dell’ Ing. Prof. Domenico Capolongo, fondatore, direttore e redattore della Collana di Studi Storici Emigrazione e Presenza Italiana in Cuba.
Per più di quattro secoli viaggiatori provenienti dall’Italia arrivarono nell’Isola ed in essa tentarono la fortuna: alcuni solamente di passaggio, altri vi si stabilirono per periodi sufficienti ad incidere nell’estetica e nei costumi del cubano in erba.
Le mie parole vengono a dar conoscenza di una verità che la maggioranza
dei cubani non sospetta nemmeno. Da gente di colore, spagnoli, portoghesi, inglesi, messicani, aborigeni naturali ed anche da italiani proviene e si sviluppò il materiale genetico dell’Isola………..
A bordo della barca che l’avrebbe portato a L’Avana, il giovane scultore
Giovanni Remuzzi si domandava come sarebbe stata in realtà la lontana città
a cui era destinato. L’accompagnava in quell’avventura suo fratello Vittorio, con l’incarico di coordinare praticamente il lavoro che dovevano affrontare.
L’edificio per il quale gia lavoravano affannosamente tutti gli operai della fabbrica di marmo della famiglia Fratelli Remuzzi, era solamente schizzi in progetti che non sembravano finire mai ed un nome :
“ Il Capitolio Nacional de Cuba”…….
*Questo pezzo fa parte del libro in preparazione: Gli artisti italiani nel Capitolio de L’Avana
Poche volte un artista riesce, in un opera ordinata per un paese straniero, superare i limiti dei secoli come l’ha fatto a Cuba Giuseppe Gaggini.
Non è mai stato in questa terra e ha creato una figura di donna simbolo della
città per i cubani. Il talento artistico ha la qualità di sorpassare le geografie ed i secoli, avvicinare lo sconosciuto e far nascere l’identificazione spirituale.
Quest’italiano, sconosciuto a Cuba e quasi per nulla ricordato nel suo paese
Natale, è l’autore della Fuentes de los Leones, collocata in Plaza de San Francisco e la Fuente de la India o La Noble Habana, la più bella che adorna la città ed uno dei monumenti più rappresentativi, la cui trascendenza si è estesa anche alla letteratura…
Così come il corpo senza spirito è morto,
così anche la fede senza le opere è morta.
Epistola di Santiago 2.26
Il Quartiere Operaio
Mezzo secolo prima che trionfasse a Cuba
una rivoluzione socialista, il cubano Luis Valdés Carcero
e l’italiano Dino Pogolotti riuscirono a dare vita al primo
progetto socialista di Cuba : un quartiere per gli operai…. Marcello Pogolotti
All’interno della famiglia questo pittore, figlio di un italiano, fu chi apportò maggiore impatto qualitativo alla cultura nazionale. Oltre ad essere artista, pittore, fu scrittore di novelle, opere narrative, saggi e libri. La sua fama a Cuba e fuori, è legata alla sua opera pittorica molto vincolata agli aspetti sociali dell’epoca. A Marcello si dedica minor spazio in questa breve monografia sui Pogolotti con l’intenzione di invitare il lettore alla grata ed arricchente lettura della sua autobiografia “Del barro y
las voces” UNEAC, Contemporaneos Istituto del Libro La Habana, 1968.
Una presentazione sintetica ma completa della vita e dell’opera di Marcello,
si può trovare nel volume "El siglo de Pogolotti", edito nell’anno 2002, in occasione del primo centenario della sua nascita dal Museo Nazionale diBelle Arti (Edicion Ponton Caribe, S.A.)
Concepción Díaz Marrero
Se analizziamo l’influenza che gli specialisti italiani esercitarono nello sviluppo delle Scienze Agricole di Cuba e d’altri paesi vicini, possiamo provare che, in molti casi, questa è risultata decisiva per il posteriore avanzamento dell’agricoltura scientifica nell’area. Nel caso di Cuba, tra il 1917 ed il 1937 si costituì una vera Scuola
Italiana di Agricoltura tropicale, scuola del Dottore in Scienze Agricole
Mario Calvino……….
(Italo Calvino è nato a Santiago de las Vegas L’ Avana 1923)
Gli Antonelli
L’ingegnere militare italiano Battista Antonelli, fratello dell’altrettanto famoso e più anziano Giovan Battista, sbarca a L’Avana il 2 luglio 1587, con il compito di pianificare e costruire valide fortificazioni a difesa dei principali porti delle Indie d’Occidente, prede continue, ormai da decenni di incursioni piratesche con conseguenze di enormi proporzioni.
Esaminati i luoghi Battista intraprende celermente la stesura del progetto
costruttivo di quella che, in pochi anni, sarà la principale fortezza a difesa del porto e della città de L’Avana :
Nel 1850 un giornale de L’Avana dava la triste notizia “ della fine del lavoro degli sposi Meucci, nel Teatro de Tacón de L’Avana, dove lui svolgeva il compito di macchinista e lei quello di sarta da molti anni”. Il fatto passava inosservato davanti agli occhi del pubblico che, per molto tempo, portò Meucci alla fama e lo chiamò alla ribalta in molte opportunità……..
Boni, Gamba e Nicolini. I due primi, autori di grandi monumenti in L’Avana,
dedicati all’eroe delle Guerre di Indipendenza contro il colonialismo spagnolo quello del Generale Antonio Maceo e quello consacrato al Generalissimo Máximo Gómez. Nicolini, autore di numerose sculture, collocate in piazze e case cubane, nonostante l’insuccesso nel suo intento di vincere i concorsi per i monumenti prima menzionati.
I due vincitori morirono in modo tragico. Curiosamente non successe così
con l’altro. Ma i tre vissero a Cuba del tempo e lasciarono il frutto del loro talento artistico in opere d’alto contenuto estetico alle generazioni future.
Si integrano alla lista degli artisti italiani che da epoche anteriori seppero
utilizzate il magnifico marmo delle cave della loro terra, fondamentalmente quello proveniente da Carrara, che meglio di altri serve per essere lavorato dallo scalpello, per realizzate opere d’arte di grande importanza dentro e fuori le sue frontiere. Ed inoltre sono chiari esponenti dell’unione culturale secolare che esiste ed ancora vive tra l’isola dei caraibi e la lontana penisola italica.
Domenico Boni, autore del Monumento a Antonio Maceo.
Aldo Gamba, autore del Monumento a Máximo Gómez.
Giovanni Nicolini, autore del Monumento a Alejandro Rodríguez Velasco,
autore del Monumento a Tomás Estrada Palma,
autore del Monumento a José Miguel Gómez.
Avevo deciso di non approfondire la suggestiva ipotesi di una fondazione italiana della città di Mantua, in provincia di Pinar del Rio, sapendola accettata favorevolmente in Cuba e non messa
in dubbio, finora, da nessun autore.
Ma, mi è capitato recentemente di leggere, attraverso
internet, una nota di Raffaele Tamalio**, nella quale si avanza l’ipotesi della fondazione di questa città da parte di colonizzatori spagnoli, i quali avrebbero perpetuato in terra cubana il
nome di Mantua Carpentana, città romana di cui non si conoscono i resti e quindi la esatta ubicazione, collocata presumibilmente nei pressi dell’attuale Madrid.
Poiché ho avuto dei dubbi fin dall’inizio sulla prima delle ipotesi, i quali non cessano nemmeno
con la seconda, ritengo opportuno unire alle prime due una mia ipotesi, augurandomi di contribuire a far chiarezza sul tema piuttosto che a complicarlo: per fare ciò esaminerò naturalmente le due predette ipotesi, apportandovi le mie osservazioni, per poi passare alla esposizione della terza ipotesi.
L’ipotesi della fondazione italiana
Lo storico cubano Emeterio Santovenia, nativo peraltro proprio di Mantua, è il primo serio ricercatore che riporta, nel 1923, la leggenda della fondazione italiana ***
** Tamalio R., Anche Madrid si chiamava Mantua. La leggenda di Manto e di Ocno ha avuto una puntata in Spagna, Mantova, Tra storia e Leggenda,2003) (www.mantovaninelmondo.org)
*** Santovenia y Echaide S.S., Historia de Mantua, Impresa “El Siglo XX”, La Habana,1923.
EMIGRAZIONE E PRESENZA ITALIANA IN CUBA VOLUME V
DOMENICO CAPOLONGO
ai caduti
e ai combattenti tutti per Cuba
di sangue italiano…………
La presenza di Garibaldi in aperta posizione anti spagnola nell’America
Latina, e i movimenti risorgimentali in Italia, contro governi in qualche caso
dinasticamente legati alla Spagna, non mettevano certo gli italiani in buona
luce nelle colonie caraibiche. Ma questo non fu particolarmente evidente, né
si manifestò in atti di ostilità contro gli emigrati e i discendenti italiani in Cuba……..
Il primo periodo In esso si assiste ad una partecipazione italiana fatta di pochi e
spesso sconosciuti volontari, dei quali si ricordano, per l’alto tributo dato
dalla vita , solo tre nomi: Giovanni Placosio nel 1851, Achille Avilese o Avilés
(probabilmente Avolese) nel 1870 e Natalio Argenta nel 1879.
A questi nomi di italiani morti in Cuba, lottando contro gli spagnoli, è doveroso aggiungere quello di Eduardo Facciolo, giovane martire cubano, discendente da emigrati genovesi, messo a morte dagli spagnoli nel 1852.
Questi quattro nomi sono scritti a lettere d’oro nel lungo elenco di quanti morirono per la libertà di Cuba, e compaiono spesso, con quei pochi e incerti dati personali sopravvissuti alle calamità belliche, nei testi di autorevoli storici cubani. ………*
*Ortiz Fernando, 1917 (1944), op. Cit. Morales y Morales Vidal, “Iniciadores y
primeros mártires de la Revolución Cubana”, Habana, 1931, Ed. Cultural S.A.
Quintana Jorge, “Indice de extranjeros en el Ejercito Libertador de Cuba”,
Tomo I, La Habana, Publ. Archivo Nacional de Cuba, 1953.
Pertierra Serra Enrique, “Italianos por la libertad de Cuba”, Ed. José Martí, 2000.
José Triscornia e il quartiere omonimo di Casablanca
LOREDANA BENIGNI LLAUGER*
Vale di più acciottolare vie che fare fiori di porcellana
Alejo Carpentier
Premessa
Casablanca attualmente fa parte del municipio di La Habana di Regla. Al suo interno c’è un quartiere chiamato “Triscornia”, un cognome italiano. Dopo il più conosciuto quartiere Pogolotti in Marianao, c’è qui un altro toponimo di La Habana, ed ancora più antico come vedremo, relativo all’immigrazione e alla presenza in generale degli italiani a Cuba.
Questa ricerca storica tratta i motivi per cui il quartiere ha preso questo nome e presenta come prova il testamento e l’atto di morte del eponimo José Triscornia.
Dopo lui, altri italiani dello stesso cognome vennero e si stabilirono a Cuba, tutti di una stessa piccola regione italiana, situata nella costa orientale di Genova, tra la Liguria e la Toscana……..
*Loredana benigni Llauger ( La Habana, 1953) : vol. I, p. 79.